02/02/2010 - Roma

Tremonti di nuovo all'attacco delle banche

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, attacca l'attivismo dei banchieri e la relativa passività dei governi di fronte alla crisi economica e finanziaria. E nel corso di un incontro dice di avere l'impressione che "i banchieri sia in vacanza, sia al lavoro, sia locali, sia centrali facciano qualcosa che non è il loro mestiere e che i governi non facciano qualcosa che è nel loro dovere". Tremonti parla poche ore dopo il World Economic Forum di Davos che si è concluso ieri. "Nella montagna incantata - osserva il ministro dell'Economia - l'unico discorso politico di grande rilievo è stato quello del presidente francese".

Intanto il ministero di via XX Settembre comunica che il mese di gennaio è stato positivo per i conti dello Stato: il saldo di cassa registra infatti un avanzo di 4,2 miliardi contro un fabbisogno di 1,472 miliardi dello stesso mese del 2009. Lo comunica il ministero dell'Economia. Nel comunicato si precisa che il miglioramento che si è determinato a gennaio rispetto allo stesso mese del 2009 "è dovuto sostanzialmente a un incremento del gettito tributario, nonché ad un impatto più favorevole dei flussi finanziari netti con l'Unione Europea, a causa di una diversa distribuzione temporale di incassi e pagamenti".

Il dato arriva proprio mentre l'Agenzia delle Entrate rende note le prime elaborazioni sulle dichiarazioni 2009: il gettito è cresciuto grazie anche a un aumento del 3,07% (+570 euro in media) dei redditi dichiarati, dai 18.540 euro del 2007 ai 19.110 euro del 2008. Questo anche se è ancora elevatissima la quota di italiani (uno su due) che nelle dichiarazione indica meno di 15.000 euro e si contano con il lumicino i contribuenti (uno su 100) che dichiarano più di 100.000 euro.

In tutto a dichiarare meno di 15.000 euro nel 2009 sono stati in 19.832.302 (il 48,2% dei poco più di 41 milioni di contribuenti 'censiti'). Tra questi la 'classe' più corposa è quella tra i 12.000 e i 15.000 (3,9 milioni di cittadini). Quelli che, al lato opposto della graduatoria, hanno le dichiarazioni più ricche sono in tutto 395.562, poco meno dell'1% del totale (lo 0,96%). Un terzo dell'ammontare totale (785.902.881 euro) è rappresentato dalle fasce intermedie: quella tra i 15.000-20.000 euro e 20.000-26.000 euro.

Quanto all'aumento dei redditi, la crescita media più alta si registra a Bari, male Venezia con addirittura un segno meno, mentre Roma, con un incremento di 1.300 euro di reddito medio in un solo anno accorcia le distanze con Milano (+1.100 euro) che però rimane il capoluogo di regione con il reddito medio più alto (30.900 euro).


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