La Croce Rossa Italiana oggi

Storia della Croce Rossa, indice

  1. La figura di Henry Dunant
  2. La battaglia di Solferino
  3. La Prima Convenzione di Ginevra
  4. Nascita della Croce Rossa in Italia
  5. Dunant: da barbone a Premio Nobel
  6. Grandi Guerre ed impegno civile
  7. La Croce Rossa Italiana oggi
  8. Il dibattito sul simbolo
  9. Storia a fumetti e conclusioni

Dopo la Prima Guerra mondiale, nell’interludio di pace che sarebbe durato poco più di venti anni, la Croce Rossa Italiana si occupa della lotta alla tubercolosi e alla malaria. Crea stazioni, ambulatori e ambulanze antimalariche nelle Paludi Pontine, in Sicilia e in Sardegna. Da allora la C.R.I. è presente su tutto il territorio nazionale, operando nelle emergenze quotidiane, nell'assistenza ai bisognosi ed anche nelle maxi-emergenze.

Il 25 giugno 1950 scoppiava nella penisola coreana una guerra che doveva durare tre lunghi anni. La popolazione civile, sottoposta ad alterne vicende belliche, fu presto ridotta in estreme condizioni di terrore, miseria e abbandono: la fame e le malattie contribuivano ad accrescere il numero delle vittime delle azioni belliche. Di fronte a questa situazione il Comitato Internazionale della Croce Rossa, seguendo il principio della propria assoluta neutralità e imparzialità, inviò delegati nelle due parti in conflitto. Il governo di Seul diede immediatamente il suo gradimento per l'accettazione del delegato del Comitato, mentre i nordcoreani non diedero il proprio benestare all'ingresso della Croce Rossa nella parte di territorio da loro occupato.

Per il soccorso alla popolazione civile, come stabilito dalla Convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra, la Croce Rossa Internazionale richiese l'intervento delle Croci Rosse dei vari paesi, fra cui l'Italia. Danimarca, India, Norvegia e Svezia inviavano unità ospedaliere. Il governo italiano nel gennaio 1951 autorizzò la Croce Rossa Italiana ad allestire un ospedale da campo di cento letti da inviare nella parte meridionale della penisola coreana per l'assistenza della popolazione civile. L'ospedale, comandato dal capitano medico dottor Luigi Coia, partì il 16 ottobre 1951 dal porto di Napoli e raggiunse Pusan un mese dopo. Era costituito da 71 elementi, fra ufficiali, infermiere volontarie, sottufficiali, graduati e militi.

Il 18 agosto 1954, dopo la firma dell’armistizio a Panmunjom dai rappresentanti delle parti contendenti, forze delle Nazioni Unite da una parte, nordcoreani e cinesi dall'altra, venne concessa al direttore dell'ospedale e alla capo gruppo delle infermiere volontarie l'onorificenza coreana Chungmu, rispettivamente con stella d'oro e stella d'argento. Il 30 dicembre 1954 veniva concessa per la seconda volta da parte del Presidente della Repubblica di Corea la «Presidential Unit Citation» all'ospedale italiano.

Nel 1951 la Croce Rossa è impegnata nei soccorsi dell'alluvione nel Polesine. L’organizzazione riceverà il 28/06/1956 la Medaglia d'Oro al Valor Civile, conferita con la seguente motivazione: "Già encomiabilmente prodigatasi nell'alluvione del Polesine e delle inondazioni dell'Italia meridionale e insulare, la Croce Rossa Italiana, confermando le sue nobili tradizioni di umana solidarietà, di generoso altruismo e di eroica abnegazione, svolgeva durante le nevicate di eccezionale violenza abbattutesi sull'Italia centro-meridionale ed insulare, la propria opera altamente meritoria in ogni settore dell'attività assistenziale e sanitaria, intervenendo senza soste ed oltre ogni limite con uomini e mezzi nel soccorrere le popolazioni colpite, in situazioni spesso drammatiche. In innumeri occasioni gli appartenenti al corpo militare, gli autisti e le infermiere volontarie, sprezzando ogni rischio, accorrevano ovunque era necessario lenire le umane sofferenze e, con ferma volontà di superare qualsiasi ostacolo, riuscivano a portare, anche nelle località più esposte, il conforto della loro preziosa attività, riscuotendo la meritata riconoscenza delle popolazioni colpite e la unanime ammirazione del Paese."

Una seconda Medaglia d'Oro al Merito Civile è conferita il 14/03/1972 con la seguente motivazione: "In occasione di violente calamità naturali, abbattutesi su vaste zone del territorio nazionale, riconfermando ancora una volta le nobilissime tradizioni di pronta ed efficiente iniziativa, si prodigava con uomini e mezzi, oltre ogni limite di resistenza, per alleviare le sofferenze delle popolazioni tragicamente provate dai drammatici eventi. Nelle più difficili e rischiose condizioni di ambiente, con estenuanti e continui interventi di soccorso, l'Ente offriva rinnovate prove di profonda solidarietà umana e di fervida abnegazione, contribuendo in maniera determinante alla ripresa della vita civile nei centri colpiti. Alluvione del novembre 1966 e terremoto del gennaio 1968."

1975: la CRI viene classificata tra gli enti pubblici parastatali

Legge 70: Disposizioni sul riordinamento degli Enti Pubblici e del rapporto di lavoro del personale dipendente.

All’indomani del disastroso sisma che colpì il Friuli nel maggio del 1976 provocando quasi 1000 morti, la Croce Rossa Italiana, con lo scopo di coordinare al meglio i suoi interventi in caso di gravi calamità, istituì con ordinanza Presidenziale n°1433 del 17 dicembre 1977 l’Ufficio Emergenza dell’Associazione, tra i quali compiti figurava anche quello di studiare le modalità di intervento in emergenza più consone ed efficienti alle tradizioni ed alle reali possibilità operative della CRI.

 

1980: la CRI diventa ente privato di interesse pubblico. A partire dal 1980, la CRI sarà soggetta ad un lungo periodo di commissariamento con lo scopo ufficiale di assicurarne il funzionamento. Le mansioni di competenza degli organi ordinari saranno svolte da un Commissario Straordinario di nomina governativa. Secondo alcuni giuristi ciò costituisce un'anomalia: il controllo diretto da parte del governo sarebbe una violazione delle Convenzioni di Ginevra.

Per le operazioni di soccorso ai terremotati dell’Irpinia, la Croce Rossa riceve intanto la Medaglia d'Oro al Merito Civile, conferita il 06/06/1986 con la seguente motivazione: "In occasione del violento sisma che sconvolgeva l'Irpinia, la Croce Rossa Italiana, dando ulteriore prova del suo tradizionale spirito di umana solidarietà svolgeva opera altamente meritoria per il soccorso e l'assistenza alle popolazioni così tragicamente colpite. Nonostante le innumerevoli difficoltà e le situazioni di pericolo, impegnava uomini e mezzi, anche con l'aiuto delle consorelle estere, in un nobile slancio, prodigandosi con generosa abnegazione, laddove la necessità delle genti e l'incalzare dell'emergenza ne richiedevano l'intervento. Irpinia, 1980."

Dal  1992 la Croce Rossa Italiana fa parte del Servizio Nazionale di Protezione Civile.

Dopo quasi vent'anni dall'entrata in essere del Sistema Sanitario Nazionale e della legge sul riordinamento della Croce Rossa Italiana, viene adottato il regolamento per l'approvazione del nuovo statuto dell'Associazione. La Croce Rossa Italiana torna a essere un Ente di diritto pubblico e specificatamente «Ente pubblico non economico» a seguito della modifica dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 613/80 introdotta nell'anno 1995. 

DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO MINISTRI, 7 MARZO 1997, n. 110:

Viene confermata alla Croce Rossa Italiana la personalità giuridica di diritto pubblico avente una durata illimitata ed il cui scioglimento può essere determinato solo per legge. Il commissariamento si risolve quando sono indette elezioni e Mariapia Garavaglia (già Ministro della Sanità, ex-esponente DC confluita nella Margherita, attualmente vicesindaco di Roma), da commissario straordinario della Croce Rossa (1995-1998) viene eletta Presidente Nazionale. Manterrà questa carica fino al 28 ottobre 2002.  

Intanto, i volontari della Croce Rossa si distinguono in occasione di un’altra calamità: la frana che colpisce Sarno nel 1998.

Sul versante internazionale, la Croce Rossa si impegna, a partire dal 2000, nella fornitura di supporto sanitario al contingente ONU di stanza in Eritrea, e all'attuazione del progetto umanitario a favore della popolazione locale.

Nel 2003 la Croce Rossa Italiana viene nuovamente commissariata e viene nominato Commissario Straordinario Maurizio Scelli, avvocato, già Presidente dell’UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali). Ex candidato di Forza Italia alle elezioni del 2001, Scelli si trova a dover gestire la difficile situazione creatasi con l’invio delle forze di pace in Iraq da parte del governo italiano (Operazione Antica Babilonia), entra in polemica con l’allora governo Berlusconi sulla conduzione della missione in Iraq e si trova al centro di aspre polemiche dopo il rapimento e l’assassinio di Enzo Baldoni ad opera dei terroristi islamici. Scelli si distingue comunque con iniziative connesse alla condizione bellica esistente in quel territorio: ospedali a Bagdad e Nassiriya, interventi in favore degli ostaggi; iniziative che hanno conferito visibilità all'opera della CRI presso l'opinione pubblica.

L’intervento umanitario in Iraq guadagna alla Croce Rossa Italiana un’altra onorificenza: la Medaglia d'Oro al Merito Civile conferita il 19/11/2004 con la seguente motivazione: "Fedele alle sue tradizioni di nobile istituzione umanitaria, la Croce Rossa Italiana, con l'obiettivo di realizzare condizioni di vita in grado di assicurare la dignità delle persone, dal 9 maggio 2003 ha rappresentato per la popolazione civile irachena un baluardo di viva speranza e di intensa solidarietà. La sua instancabile azione, concretizzatasi in particolare nell'allestimento di un ospedale da campo a Baghdad, nel garantire l'apertura di vie di comunicazione che hanno permesso l'arrivo a Falluja di numerosi convogli con generi di soccorso e nel creare preziose strutture per la potabilizzazione dell'acqua, ha reso viva testimonianza di grande impegno nel solco di una cultura volta ad assicurare, sempre e comunque, tolleranza e pace, senza limiti razziali, ideologici e religiosi. Organizzazione di esemplare efficienza, ha dato ulteriore prova, anche in questa occasione, di straordinaria e meritoria abnegazione, contribuendo alla ripresa dei centri più colpiti e guadagnandosi l'unanime riconoscenza della popolazione."

DECRETO-LEGGE 19 novembre 2004, n. 276:

"Disposizioni urgenti per snellire le strutture ed incrementare la funzionalità della Croce Rossa": si introducono modificazioni ed integrazioni legislative al fine di favorire l’assolvimento dei compiti e il riordino dell’organizzazione. Tra le attività della C.R.I. vengono introdotte anche la promozione della diffusione della coscienza trasfusionale tra la popolazione e l’organizzazione dei donatori volontari e la possibilità di svolgere altri servizi sociali ed assistenziali in materia sanitaria (indicati nello statuto della C.R.I. e nel rispetto della normativa). Il decreto stabilisce modifiche alla struttura della Croce Rossa Italiana fornendo le indicazioni per la composizione degli organi.

La struttura organizzativa attuale, disegnata dal nuovo statuto approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 97 del 6 maggio 2005, consiste in una piramide comprendente un Comitato Centrale, i Comitati Regionali, i Comitati Provinciali e i Comitati Locali. Nelle nuove elezioni che si sono svolte a Roma il 10-11 dicembre 2005 venne eletto Presidente Nazionale Massimo Barra, uno dei primi medici in Italia a prendersi cura dei tossicomani (fin dal 1974 al Centro delle Malattie Sociali del Comune di Roma e poi fondando nel 1976 Villa Maraini, di cui è tutt'ora Direttore). Volontario della Croce Rossa fin dall'età di 8 anni, Barra è stato Presidente Nazionale di Pionieri della C.R.I. e per 21 anni Ispettore Nazionale dei Volontari del Soccorso.

Il 30 ottobre 2008 la Croce Rossa Italiana viene nuovamente commissariata. Viene nominato Commissario straordinario Francesco Rocca, avvocato penalista romano, già capo dipartimento Politiche Sociali al Comune di Roma.

La Croce Rossa Italiana è oggi un Ente di diritto pubblico con prerogative di carattere internazionale, con lo scopo di assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto. È posta sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, sottoposta alla vigilanza dello Stato e sotto il controllo del Ministero della Sanità e del Ministero della Difesa per quanto di competenza. E’ una delle 183 Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa presenti nel mondo. Pur avvalendosi di personale dipendente, è un’associazione umanitaria basata sul volontariato. E’ composta da sei componenti volontaristiche: il Corpo Militare, le Infermiere Volontarie, i Volontari del Soccorso, il Comitato Nazionale Femminile, i Pionieri, i Donatori di Sangue.

Nel pieno rispetto dei principi del Movimento Internazionale, la Croce Rossa Italiana è unica. Il suo cuore organizzativo e gestionale è rappresentato dal Comitato Centrale di Roma, che svolge funzioni di coordinamento su tutto il territorio nazionale e nel quale hanno sede i Dipartimenti e i Servizi che curano gli aspetti della vita associativa. La Croce Rossa Italiana conta 300.000 volontari e 5.000 dipendenti, che assicurano la gestione delle sue oltre mille sedi.

E’ presente sul territorio nazionale in duemila località, una capillarità che consente in qualsiasi situazione interventi rapidi e razionali. Secondo quanto previsto dalle Convenzioni di Ginevra e dai Protocolli Aggiuntivi la C.R.I. in caso di conflitto armato deve provvedere allo sgombero delle vittime e alla cura dei feriti e dei malati; deve svolgere tutte quelle attività di carattere sanitario e assistenziale, che siano di supporto alla popolazione civile; deve inoltre collaborare alla ricerca dei prigionieri di guerra, dei dispersi, degli internati e dei deportati.

In tempo di pace uno dei compiti fondamentali dell’Associazione è quello di prestare aiuto alla popolazione nel caso di emergenze o di calamità naturali. A tali compiti è preposto il Servizio Interventi di Emergenza, che si avvale di strutture operative dislocate su tutto il territorio. E’ sempre attiva a Roma una Unità di Crisi.  La C.R.I. promuove, inoltre, programmi di soccorso e di sviluppo in ambito internazionale ed istituisce corsi per la diffusione del Diritto Internazionale Umanitario. Si occupa, infine, della ricerca di persone scomparse e favorisce i ricongiungimenti familiari. Una delle occupazioni più impegnative dell’Associazione è rappresentata dall’assistenza a profughi ed immigrati, svolta spesso all’interno dei Centri di Permanenza Temporanea (CPT).  

Il servizio di Pronto Soccorso e il trasporto infermi figurano tra le attività istituzionali più note ed efficaci, effettuate dalla C.R.I. con mezzi di soccorso ed attrezzature all’avanguardia sia in ambito locale che nazionale. Integra poi i compiti del Servizio Sanitario Nazionale con personale proprio, volontario o di ruolo, svolgendo all’occorrenza attività sanitarie e socio-assistenziali per conto dello Stato attraverso la stipula di apposite convenzioni.

Da sottolineare l’importante impegno della C.R.I. nel coordinare la donazione del sangue, nel duplice intento di supportare le strutture sanitarie nazionali, e di promuovere una vera e propria “cultura” della donazione.  La Croce Rossa lavora in collaborazione con differenti attori sociali - imprese, associazioni, collettività locali e territoriali, Stato, Unione Europea e organismi dell'ONU - rappresentando un punto di riferimento per le iniziative di azione sociale all'interno dei suoi campi di intervento: salute, solidarietà, soccorsi in Italia e nel mondo.   

Nello specifico la sua opera si svolge, in contesti di pace o di guerra, tramite:   

q       Attività in Emergenza

q       Attività Socio-assistenziali

q       Attività Didattiche

q       Attività Internazionali

q       Attività Sanitarie

q       Diritto Internazionale Umanitario

q       Soccorsi Speciali

q       Servizio Informatica


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